LEZIONI DA UNA LEGGENDA: parole e pensieri di Muhammad Alì

Ho odiato ogni minuto di allenamento, ma mi dicevo: “Non rinunciare. Soffri ora e vivi il resto della vita come un campione”

Obiettivo raggiunto e, addirittura, migliorato.

Muhammad Alì ha lasciato questa vita da pochi giorni e con essa ha lasciato anche un’impronta ed un’eredità evidente sul mondo passato, presente e futuro.

Da campione a leggenda, eccolo qui il miglioramento di un uomo unico e di cui appare perfino superfluo ripercorrere le gesta. Come ho sentito dire recentemente dal giornalista sportivo Flavio Tranquillo “Davanti alla grandezza, si tace”.
Nel nostro tacere muto di ammirazione risuonano molte delle parole che il grande pugile ci ha lasciato e che molti sportivi, in questi giorni, stanno ricordando.

All’interno di queste parole scorgiamo la fortissima attenzione di uomo che, oltre ad essere pugile, è stato un grande Psicologo di sé stesso, lavorando tanto sui suoi aspetti mentali sia sportivi che non.

Nell’impronta lasciata da questo immenso campione, è possibile trovare tanti spunti utili e legati alla Psicologia dello Sport:

 

I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall’interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione.

I sogni motivano. Conoscere i propri, conoscersi, è fondamentale per una persona e anche per gli atleti. Il focus della nostra attenzione deve essere quindi rivolto verso di noi, verso il nostro mondo interiore e verso quello che desideriamo raggiungere. Si fa sport per divertimento, per passione, per un sogno, perché ci piace, ecc… impariamo a conoscere le nostre motivazioni!

 

Ciò che mi tiene in movimento sono i miei obiettivi.

La parola motivazione significa, letteralmente, “muovere verso”. Ecco quindi che con queste poche parole Alì ci racconta che avere, definire e pianificare degli obiettivi ci aiuta a muoverci, a restare motivati. Il modo e la qualità con cui definiremo questi obiettivi farà poi la differenza nel loro raggiungimento.

 

Io corro sulla strada, molto prima di danzare sotto le luci.

Quello che succede, quello che vediamo, è sempre il prodotto di qualcosa che viene fatto prima. Molto spesso ci sembra che un campione faccia delle cose incredibili senza sforzo quando, in realtà, ci sono ore di allenamento, di frustrazione ed errori dietro ad un singolo movimento. La preparazione è fondamentale.

 

Volteggia come una farfalla, pungi come una vespa.

Allenamento mentale è anche immaginazione. Immaginazione è anche “mettersi nei panni di…”, visualizzare, creare delle immagini che ci aiutino a fare quello di cui abbiamo bisogno. Alì mostra come il dialogo interno, anche per immagini, aiuti l’atleta nel lavorare sulla propria performance.

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È la ripetizione delle affermazioni che porta a credere. E quando il credere diventa una convinzione profonda le cosa iniziano ad accadere.

Alì appare molto consapevole del fatto che quello che pensiamo dentro di noi influisce molto sull’esterno. Cosa pensiamo durante allenamenti e/o performance? E cosa ci diciamo? In che cosa crediamo? Quali sono i nostri valori?

Ancora una volta, conoscersi  e conoscere il proprio linguaggio interiore sono strumenti di vitale importanza.

 

Dentro un ring o fuori, non c’è niente di male a cadere. È sbagliato rimanere a terra.

Gli errori fanno parte del gioco ed è importantissimo imparare da essi. Rialzarsi, in questa frase, ha molto a che vedere con la resilienza, ovvero la capacità di riprendersi dopo avvenimenti traumatici o spiacevoli che ci accadono.

 

Solo un uomo che sappia cosa vuol dire essere sconfitto può scendere fino al fondo della sua anima e venire su con quell’oncia di potenza necessaria per vincere quando il combattimento è pari.

Anche un grandissimo campione come Alì era consapevole del valore e dell’importanza della sconfitta. Perdere, per lui significava guardarsi dentro, imparare da quanto accaduto, lavorarci sopra e poi migliorare per il futuro. La sconfitta, in questa frase, appare quindi come un momento funzionale alla vittoria!

Un uomo che a cinquant’anni vede il mondo come lo vedeva a venti ha sprecato trent’anni della sua vita.

Noi tutti cambiamo, ogni giorno e addirittura nel corso della stessa giornata. Lavorare su di sé significa che determinazione, grinta e resilienza non devono servirci per diventare testardi e rigidi, ma piuttosto per cambiare ed evolvere in versioni diverse di noi stessi, per essere persone migliori.

 

Impossibile non è una regola, è una sfida.

La nostra capacità di gestire situazioni stressanti ed emotive cambia molto anche in base al significato che noi diamo ad esse. Alì ha scelto di ridefinire “impossibile” come una sfida. E noi che significato diamo alle sfide che ci capitano quotidianamente?

 

Molte ricerche che vengono svolte nell’ambito della Psicologia dello Sport mostrano come queste frasi non siano solo belle parole. Dietro di loro, infatti, vi è un grande fondo di verità. Da ciò emerge una sfumatura di Muhammad Alì che, accanto alle vittorie e alle battaglie per i diritti civili, vale la pena sottolineare.

Quando si parla di mentalità, spesso se ne parla come qualcosa che o si ha o non si ha.

Le parole di Alì ci raccontano invece come la “mentalità” sia un qualcosa da costruire e di cui noi siamo  responsabili.

Muhammad Alì ci ricorda che il cambiamento ed il miglioramento sono possibili, sono allenabili e, soprattutto, che partono da dentro di noi, dalla nostra consapevolezza e dal nostro metterci in discussione.

 

“Davanti alla grandezza si tace” e, mi permetto di aggiungere, si ringrazia, chinando il capo.

 

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