Educare è educarsi: riflessioni da una colonia estiva

Da 4 anni a questa parte, durante il periodo estivo, faccio l’educatore e l’animatore all’interno delle colonie estive del Comune di Rovereto, in particolar modo all’interno di quella organizzata dal Museo Civico della città.

Per me è un viaggio lungo ed intenso, grazie al quale vivo, da mattina a sera, insieme a tantissimi bambini e bambine di diverse età e di diversa provenienza. Questo viaggio diventa per me una sorta di aggiornamento sul campo in cui bambini e bambine mi insegnano molto su di loro, sulle loro risorse, sulle loro difficoltà e sulle loro potenzialità.

Poterli osservare durante la giornata, aiutandoli ed accompagnandoli nei laboratori e nelle attività quotidiane, diventa per me riflessione e messa in discussione dalla quale esco sempre ricco di domande e curiosità. Ve ne riporto di seguito alcune.

 

POTENZIALITÀ

  • Bambini e bambine sono ricchissimi di curiosità, risorse, fantasia e di passione verso il mondo. Sta a noi adulti fare in modo che questo fuoco non si affievolisca.

 

  • Lasciamo che ogni tanto si annoino. La noia è uno stato emotivo che ha una sua utilità per tutti noi. Lasciare che bimbi e bimbe ci sguazzino dentro per un po’ può soltanto aiutarli/le a smuoversi autonomamente, facendo qualcosa che possa farli stare meglio.

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  • Giochiamo per insegnare e incuriosire. Fare le cose di persona, giocare con le esperienze diverte, accende il cervello e potenzia l’apprendimento in maniera pazzesca, permettendo di migliorare competenze inamovibili se affrontate teoricamente.

 

  • Vedo molti bambini che si concentrano molto su cosa fanno gli altri. Osservare gli altri è istintivo e ci permette di conoscerli, di entrare in empatia con loro. Può capitare, talvolta, che l’altro diventi una scusa o la giustificazione (Ad es. “ma lui ha fatto”, “ma lui ha detto”, “ma anche loro”, ecc…ecc…).  Gestiamo questi momenti per lavorare sulla consapevolezza del bambino o della bambina, spostando la loro attenzione dall’esterno al loro interno così che, scoprendo gli altri, possano scoprire anche sé stessi.

 

CRITICITÀ

  • Ritengo sia fondamentale aiutare maggiormente bambini e bambine a conoscere e riconoscere le proprie emozioni. Insegnare che le emozioni fanno parte della nostra vita e che possono esisterne anche di spiacevoli è importantissimo, così come è importante riflettere con loro sulle loro reazioni ed azioni.

 

  • Il tema dell’attenzione, con bambini e bambine, è un tema molto importante. Noi adulti chiediamo moltissima attenzione (a scuola, a casa, in palestra, per strada, ecc..), la mia provocazione è che, invece di chiederla, dovremmo anche insegnarla di più!

 

  • I bambini si muovono generalmente poco. Questa non è solo una mia impressione, ma ci sono ricerche su ricerche che dicono che il bambino italiano medio si muove poco. Cominciamo prima possibile a fornire esperienze variegate di movimento a bambini e bambine. Anche in questo caso esistono numerose ricerche che mostrano come il movimento e l’attività fisica favoriscano l’integrazione tra sviluppo del corpo e cerebrale, con tantissimi benefici per la persona.

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AUTONOMIA E FIDUCIA

Ho come l’impressione che la nostra tendenza da adulti sia un po’ quella di focalizzarci sulle incapacità dei bambini, rinunciando (spesso prima della partenza) ad un confronto e, perché no, a degli scontri che, sul lungo periodo, ci possono invece far scoprire tanti piccoli tesori nascosti.

Durante le estati vedo bambini che si aiutano a vicenda senza doverli incentivare, vedo bambini e bambine che si tirano su di morale meglio di quanto abbia mai fatto io in tanti anni a confronto con loro. Rimango sorpreso delle potenzialità, delle capacità e di quanto poco queste vengano valorizzate.

Tutto questo non accade da solo, c’è bisogno di noi, c’è bisogno del nostro sostegno, dei nostri “no”, c’è bisogno di discutere, c’è bisogno di incuriosire, c’è bisogno di spiegare, c’è bisogno di ascoltare domande e storie che per noi sono senza senso, c’è bisogno di non giudicare, ma di prendere le cose come stanno, c’è bisogno della nostra attenzione e della nostra cura.

Per questo ogni estate, quando finisco le colonie estive, torno sempre a casa con la stessa domanda:

quando parliamo di bambini e bambine, parliamo di loro o parliamo di tutti noi?

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