Scuola e Sport, perché sono colleghi che devono lavorare insieme?

Lunedì 13 ottobre è uscito sul quotidiano locale “L’Adige” una mia riflessione riguardo ai rapporti tra Scuola e Sport, tema che da sempre mi affascina e che ritengo degno di un lavoro specifico e programmato. Qui, di seguito, potete leggere il mio commento.

Buona lettura!

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“È di mercoledì 8 ottobre la notizia che la Trentino Volley ha chiuso il suo, ormai decennale (dal 2002 al 2014), Progetto Scuola.

Tale Progetto si proponeva di portare il mini-volley all’interno delle realtà scolastiche non solo a Trento e dintorni, bensì in tutto il Trentino coinvolgendo le scuole primarie di ben 16 valli. Oltre al gioco della pallavolo, il Progetto aveva al suo interno caratteristiche interessanti, come ad esempio incontri di formazione ed aggiornamento con gli insegnanti, nell’ottica di costruire un dialogo ed un linguaggio comune tra il mondo Scolastico e quello Sportivo, mondi che spesso vengono visti come separati.

In realtà lo Sport, attraverso il gioco e quindi tramite un’attività divertente, è un contesto che, seppur diverso da quello di una lezione in classe, porta in rilievo e stimola riflessioni importanti e complementari all’attività scolastica e, soprattutto, educativa. Il rispetto delle regole, degli spazi e dei tempi di ciascuno, il lavoro di squadra, la capacità di reagire in maniera efficace e propositiva ai propri errori ed a quelli dei compagni, la gestione delle proprie emozioni sono solo alcuni degli elementi psicologici sui quali si lavora praticando Sport. Insomma, giocando si riesce a creare un contesto di crescita su aspetti mentali che sono il pane quotidiano di bambini, bambine ed insegnanti all’interno delle loro scuole e delle loro classi.

Le conclusioni che possiamo trarre da quanto detto finora sono che: contesti diversi sono utili per trattare argomenti “vecchi” in una maniera nuova, tant’è che anche in ambito aziendale lo sport viene utilizzato come strumento formativo; sport e scuola hanno in comune molto più di quello che pensiamo e, proprio per questo motivo, è giusto che comunichino costruendo un linguaggio comune con l’obiettivo ultimo e finale che è il benessere di bambini e bambine.

È davvero un peccato che iniziative come il Progetto Scuola della Trentino Volley o altri progetti, magari meno noti ma altrettanto validi, debbano chiudere dal momento che, così facendo, si interrompono un dialogo, un dibattito ed un confronto tra due colleghi (la Scuola e lo Sport per l’appunto) che, lavorando insieme, possono dare molto alla nostra comunità e, in primo luogo, ai nostri bambini e bambine.”

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